joker75

 

 

 

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                   Inviato: Lun Dic 17, 2007 9:31 am    Oggetto:          

 

Sono stato allo spettacolo venerdì.

I tre giovani attori, in una scenografia insolita ed essenziale, hanno messo in scena un dialogo tra tre dei componenti dei Doors (Jim, John e Ray).

L’attore che impersonava un barbuto ed esausto Jim mi ha ricordato una delle ultime foto di Jim, seduto e con lo sguardo perso ed arreso.

Lo spettacolo mi è piaciuto molto perché fotografava bene lo scollamento ideologico degli ultimi anni tra Jim e gli altri componenti del gruppo.

Jim, poeta ribelle e rivoluzionario, sensibile alla realtà socio-politica circostante, era prostrato dall’atmosfera cupa da fine di un sogno, quello di cambiare velocemente il mondo, e si chiudeva sempre più in se stesso; gli altri componenti, tra cui soprattutto il freddo Ray, invece, cercavano di tenere su la baracca “Doors”, cercando di stimolare Jim ad inventare musica che potesse essere capita e “vendibile”, che, sostanzialmente, fosse accettabile per il “sistema discografico”.

Sappiamo purtroppo come andò a finire.

Jim, un idealista come ce ne sono pochi, decise di mollare i Doors, e morì, solo, a Parigi; gli altri si sono sforzati di far sopravvivere il ricordo dell’esperienza Doors ed ancora oggi i loro dischi, libri e quant’altro, vendono, vendono, vendono.

Sono contentissimo di aver visto tra venerdì e domenica, a Roma, due bellissimi spettacoli teatrali incentrati sulla figura di Jim Morrison, non solo come sex simbol ma soprattutto ponendo l’accento sulla sua attività intellettuale ed ideologica.

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